Oggi è stata una giornata epica.

Cominciare così è un pò estremo ma è molto semplice: ultimamente ho una passione per il cucito smodata, immensa. Sono dell’idea che cucire sia estremamente liberatorio e gratificante e, come tutte le mie amiche sanno fin troppo bene, ne parlo a sfinimento (sorry!)! Quello però che è successo oggi è ancora meglio del solo parlare: ho cercato di far capire alla mia fotografa n. 1, Valentina, cosa vuol dire cucire e provare la soddisfazione immensa di dire “L’ho fatto io!”!

Tutto è cominiciato con una sfida: di ritorno da Vicenza, siamo al telefono e parte il mio monologo sul cucito, su quanto sia bello, gratificante, meraviglioso, facile… “Facile?” mi fa Valentina. “Certo, facile! Pensala così: cucire non è diverso da cucinare. Se sai cucinare sai anche cucire. Quindi, dato che sai cucinare (e bene!) ti sfido: in una mezza giornata di faccio cucire una cosina semplice semplice e così lo capisci anche te!” “Ok” mi risponde Valentina, “ci sto!”.

Quanto mi fa piacere a me sentirmi dire “ci sto”, non c’è paragone!!!

Faccio un piccolo inciso per chiarire come mai ho paragonato il cucito alla cucina: cucinare ti serve ed è necessario imparare, magari anche solo a grandi linee, ma è necessario.
Un esempio stupido: cuocere un piatto di pasta. Sembra facile, ma non lo è: metti a bollire l’acqua (quanta per tot grammi di pasta?), dopo qualche tempo, quando l’acqua bolle (l’acqua bolle quando fa le bollicine piccole o quando sono enormi?) butti il sale (quanto ne butti? Troppo? Farà schifo. Troppo poco? Non saprà da niente) e dopo il sale butti la pasta (quanta pasta? Pesata? A sentimento?). Calcoli il tempo di cottura che ti dice sulla confezione (siamo sicuri che sia 7 minuti tondi tondi? magari a te piace al dente o magari tanto cotta!) e la scoli (la passi sotto l’acqua fredda per raffreddarla? La scoli e basta?).

Tutte queste operazioni che noi consideriamo innate, ci vengono insegnate e se alla prima volta sbagli, quella successiva ti ricordi e mano mano che lo fai diventa automatico.

Bene, con il cucito è lo stesso: prima impari a infilare l’ago (da sopra, sotto, di fianco?) poi a fare dei punti dritti (ma dritti quanto?che guardano il margine di 1 cm o 1.5 cm, allineato ad una fantasia interna all’indumento, sull’imbastitura?) e poi mano mano che il tempo passa ti viene tutto automatico!

Oggi, giorno prefissato per il cucito, comincia con una bella sorpresa: un kit cucito perchè a chi non piace un bel regalo che tornerà utile nelle avventure future (almeno mi auguro!)?

Un bel necessaire con aghi da cucire a mano, per la macchina da cucire, puntaspilli, ditale, gesso da sarti, matite da sarti, forbicine, spilli!

La mattina le spiego come funziona la macchina, i meccanismi, come infilarla, gli aghi e le creo un pezzo di stoffa sul quale fare le prime prove: un’allieva provetta!

Fra la prima prova su macchina e il pranzo, troviamo il tempo anche per fare le foto delle mie creazioni che vi mostrerò nei prossimi giorni! Mi diverto un sacco io a fare le foto!

Nel pomeriggio si fa sul serio: la maglietta Polly di By Hand London ci attende! Avevo già recensito questa maglietta gratuita qui e avevo deciso che come primo progetto facile facile sarebbe stato il top!

Dopo due orette di lavoro in allegria… CE L’HA FATTAAAA!!!!

Vederla con la canottiera Polly indosso mi ha fatto molto piacere e ha rafforzato l’idea che con un pò di buona volontà si impara tutto: se sai cucinare, sai anche cucire e questo è tutto!

Le affermazioni future scateneranno un putiferio, vi avverto, ma ci piace vivere pericolosamente, a me e a me stessa!
Ci sarà di sicuro qualcuno che mi dirà: ma come, niente punti lenti, niente imbastitura solo così, in due ore? Ma questo non è cucire! E’ un sacrilegio!

Ebbene no. Secondo me questo non è sacrilegio: questo è voler saper fare qualcosa nel migliore dei modi con i metodi a propria disposizione.
Cucire è bello perchè è democratico e diretto: se non va bene qualcosa, pazienza, si scuce e si rifa.

Quello che ho cercato di far capire oggi alla mia amica è che non bisogna essere Valentino o Armani o una Schiapparelli per prendere in mano una macchina da cucire e cucire.

Basta avere voglia e la consapevolezza che puoi imparare, chiunque tu sia.

La perfezione e la maestria verranno con il tempo, e da qualche parte bisogna pur cominciare, quindi!

Prossima settimana ci attendono quindi le rifiniture delle maniche, del collo e l’orlo e chissà dove ci porteranno ago e filo dopo?!

Vi è mai capitato di #diffondi #lamoreperilcucito?

Ciao, alla prossima !!!

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