Ciao! C’è un nuovo cappotto nel mio armadio, il Pepernoot di Waffle Patterns!

Prendiamo coscienza di un fatto: più il progetto è grande, più ho solo due modalità di cucirlo. O lo finisco allo stremo delle forze 1 ora prima di mettermelo o lo trascino a cavallo di anni.
Ecco, questo cappotto fa parte del secondo caso.

Iniziato fine 2020, con tutta la fretta (mica vero, ma ci credevo un sacco) del momento, è stato terminato questo novembre. Ma solo perchè l’altro mio cappotto da tutti i giorni, lui, è un filo arrivato alla fine. Lana lisa nei punti classici, quindi sotto ascelle e spalla sulla quale appoggio la borsa mentre vado in giro, mi ha fatto ricordare che avevo un cappotto fermo da finire!

Il modello è il Pepernoot di Waffle Patterns, una casa di cartamodelli che seguo oramai dal lontano 2015 e che ammiro per la precisione, i dettagli nei cartamodelli proposti e la cura nel proporre linee sempre alla moda e sul pezzo.
Tecnicamente è impeccabile: un sacco di dettagli, cartamodello a livelli con cuciture segnate sulla carta, quindi un piacere da cucire.

Cosa penso di questo cappotto?

Lo amo, lo amo da tanto, troppo tempo, troppi anni e FINALMENTE ho avuto il momento propizio per comprarlo e cucirlo!

Le stoffe che ho utilizzato da dove vengono? Ecco, me lo sto continuando a chiedere anche io. So che erano nel mio armadio dei tessuti da almeno 6 anni. Almeno. Ed è arrivato anche per loro il momento perfetto per essere utilizzate!

Con una forma così “statica” ho pensato che non volevo un colore solo: sarebbe diventato un cappotto classico. E io non volevo un cappotto classico, volevo un cappotto che parlasse di me a me stessa.

Perchè, diciamolo chiaramente: io cucio per me stessa.

Non compro se non strettamentissimamente necessario, indosso quello che cucio e sinceramente ho capito che ho bisogno di capi che mi somiglino al 200%, non al 90%. Perchè voglio aprire l’armadio e vedermi, in un vestito, in un cappotto, in un abito. Perchè quello che hanno/vogliono gli altri, non mi interessa e non mi appartiene.

Questo cappotto è dunque una miscela di tanti dettagli, che hanno richiesto cura e pazienza e dei quali vado meravigliosamente fiera.

Un pò di dati tecnici

Sono le lampo in cucitura sulle tasche applicate, la coda di topo fucsia inserita in cucitura, la fodera (LA FODERA!!!) che non ha fiori, MA un sacco di colori e che amo pazzamente, è il punto strega per fermare la fodera sul guscio esterno.

E’ come sempre un mio cappotto, che va ad inserirsi nella mia collezione di cappotti, ognuno dei quali continua ad essere indossato!

Cosa ne pensi del cappotto Pepernoot? Penso si sia capito che lo amo follemente!

Se hai voglia di vedere quello che mi sono cucita per me le scorse volte, lo trovi qui!

Nuovo cartamodello DNDC: Atena, la blusa raglan

Ciao, alla prossima!

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Immagine di copertina: Nicoletta Valdisteno Fotografia

Autore

Sarta per passione. Pompelmo rosa e cedrata lover. Benvenut*!

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