Ciao e bentornat*! L’abito a tubino che ti faccio vedere oggi è un rumoroso ritorno al passato! Today’s sheat dress is a big jump in the past!

Ogni mese creo un nuovo abito e l’ispirazione per crearlo, viene da qualsiasi cosa ci sia attorno a me. Per questa chicca rossa, un tubino, ho cercato di mischiare piccoli dettagli che ancora non ero riuscita a sviluppare e mettere insieme nel passato!

Each month I create a new dress and the inspiration for it comes from whatever there’s around me. For this sheat dress, I tried to combine little details that weren’t already on my sewing check list!

Nella mia lista di cose nuove da cucire, c’era un abito a tubino e ho pensato di renderlo più particolare con dei tagli nel corpetto da impunturare, con una manica con pala alzata e quindi arricciata e un peplo a livello della vita!

In my list of new things to sew, there was a sheat dress and I thought the solution was finding new details to make it more interesting. A few cuts in the bodice, a high cape gathered sleeve and a peplum on the waist would have worth the wait of having such dress!

Era un pò di tempo, inoltre, che non cucivo tessuti fermi per un mio abito e ho pensato che fosse arrivato il suo momento! Sul sito di Lafab Tessuti, cercando cercando, sono atterrata su di un drill di cotone rosso che ho ritenuto la scelta migliore per il mio tubino!

It was a bit I haven’t sewn with woven fabrics, so it was about time! I checked on the Lafab Tessuti website and I found this red cotton drill, that I chose for my dress!

Un pò di tecnica! Let’s get technical!

La costruzione di questo abito parte dalla base del tubino semplice con tutte le modifiche del caso:

  • corpetto con tagli princesse sul seno sul davanti e taglio a triangolo poco sotto il seno che si ferma in vita;
  • Le maniche sono partita dalla base per poi trasformarle maniche arricciate;
  • In vita una gonna a ruota intera la fa da peplo;
  • La gonna a tubino sottostante è l’unica che non ha subito nessuna modifica: ha mantenuto le riprese di vita per aderire al meglio e seguire la forma del bacino e scende pari a livello del ginocchio.

Construction wise, this dress starts from a sheat dress sloper and all the changes are variations to the original pattern:

  • Front bodice with princesse seam on the bust and a triangle cut under the bust stopping on the waistline;
  • Sleeves started from the sloper to be modified into a puff sleeve;
  • A peplum created with a full circle skirt on the waistline;
  • The skirt has no modifications from the sloper: it still has the front and back darts and it’s knee length.

Il dietro rispetto al davanti ha dalla sua pochissime modifiche poichè volevo che l’attenzione si concentrasse sulla parte frontale dell’abito:

  • Le due pinces di vita sono rimaste invariate;
  • Le riprese di vita della gonna a tubino sono cucite sotto al peplo;
  • Il peplo è chiuso con una micro cucitura verso la fine ma ciò non impedisce all’abito di essere indossato in maniera confortevole;
  • inoltre nel centro dietro si trova la lampo invisibile utile per indossarlo!

The back, unlike the front part, has very few variations, because I wanted all the attention to be concentrated on the front:

  • Both back waist darts are still there;
  • Both back waist darts on the skirt are sewn and can be found under the peplum;
  • The peplum is closed by a little seam to not let it escape and open but still being comfortable to be worn;
  • more over in the center back, there’s an invisible zipper!

Parliamo anche della stringa nera che ho inserito sul fianco per riprendere la lampo nera sul dietro… la consapevolezza di non poter trovare la lampo del giusto colore, ti porta ad aguzzare l’ingegno!

Can we talk about the black fabric I added? What will you do when you know you simply can’t find the exact match for your zipper? You add a detail, so that it will not be alone in the dress!

Parliamo del tessuto! A little talk about the fabric!

Il tessuto che ho scelto per questo tubino è un drill di puro cotone rosso chiaro da 380 gr/mq2 che ha una bella mano ferma che permette di tenere il dettaglio, come il peplo, senza perdere di carattere. Ho scelto questo colore tinta unita per far risaltare le linee presenti nell’abito che altrimenti con una fantasia non sarebbero risaltate e si sarebbero perse all’occhio!

I have chosen for this dress a red pure cotton drill of 380 gr/mq2 that has its own structure and do not let the detail fade away, such as the peplum. I chose this red as a design with a lot of details needs to highlight them, not erase them with a bold print!

E le alternative a questo tessuto? The alternatives to this fabric?

Se hai voglia di sbirciare e trovare il tuo tessuto del cuore per un tuo futuro abito a tubino simile sul sito LaFab Tessuti, io ti consiglio questi: If you wish to check other Lafab Tessuti fabrics, you can click on the links and see if there’s something you like:

Cosa ne pensi delll’abito a tubino? Ti ha fatto tornare negli anni 80 come mi ci ha fatto tornare a me?

What do you think about this 80s beauty? Did you travel back in time as I did?

Se hai voglia di vedere quello che mi sono cucita per me le scorse volte, lo trovi qui!

Fancy to see what I sewed for myself? You can find it here!

Nuovo cartamodello DNDC: Atena, la blusa raglan

Ciao, alla prossima! See ya!

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Post in collaborazione con LaFab Tessuti/ post in collaboration with LaFab Tessuti

Autore - Author

Sarta per passione. Pompelmo rosa e cedrata lover. Benvenut*!
Seamstress for passion. Pink grapefruit and cedrata lover. Welcome!

6 thoughts on “Anni 80 di nuovo fra noi: il tubino!”

  1. Meraviglioso Nico!!! Davvero davvero meraviglioso!!! Ti sta un incanto, adoro tutto di questo abito!!! Anche se… io l’avrei fatto blu 🤣😘

  2. ciao Nicoletta, molto bello questo abito e il tessuto mi sembra azzeccato, per la sera si potrebbe osare anche con qualcosa di laminato in puro stile 80s
    ti volevo chiedere una cosa perché non sono molto esperta di cucito artigianale sul lato vendite, poiché fino ad ora ho sempre creato altri generi di oggetti destinati alla vendita
    per tutti questi generi ho sempre saputo che un margine di imperfezione e finiture non “industriali” era perfettamente nella norma e tollerato dai clienti poiché anzi indice di artigianalità dell’articolo, quindi non mi sono mai fatta problemi e i clienti hanno sempre apprezzato
    ora vorrei vendere anche i capi da me cuciti a mano e mi chiedevo quanto anche nell’abbigliamento ci fosse questo margine di “imperfezioni positive” o se il cliente si aspetta una qualità come quella del negozio (per esempi mi piacerebbe fare delle finiture vecchio stile tipo orlo a sorfilo a mano invece del solito taglia cuci)
    che ne pensi?
    grazie

    1. Ciao Mara! Grazie mille! Sì, con il laminato, saremmo di nuovo catapultati negli anni 80, davvero da provare!
      Parto da un pò lontano per risponderti: l’industria è composta da persone, che eseguono la mansione per la quale sono pagati dalle 10 alle 12 ore al giorno. Si diventa perfetti, volenti o nolenti.
      Detto ciò: imperfezioni o finiture sono due cose diverse, alle quali il cliente reagisce in due modi diversi.
      Le finiture, di qualsiasi tipo esse siano (quindi industriali o sartoriali) vanno bene, le imperfezioni dipende da quanto sono “imperfette” su di un capo, poichè potrebbero non piacere.
      Il mio consiglio è di osservare molto ciò che hai davanti, di comprato industriale, e chiederti: lo potrei/saprei rifare uguale? lo potrei/saprei migliorare? e soprattutto la domanda più profonda e più difficile: tu, se quel capo che hai adocchiato avesse delle “imperfezioni” lo compreresti? se tu andassi da una sarta che lavora solo per te o per numeri comunque piccoli, ti aspetteresti l'”imperfezione” o chiederesti il massimo possibile?
      non parlo di perfezione, attenzione, ma parlo di livello di confezione di un ottimo livello con delle “imperfezioni” che saltano all’occhio solo a chi è del mestiere, che quindi a chi non è pratico non risaltano.
      io personalmente non acquistando più nulla nei negozi non sono forse la persona più adatta a risponderti, ma spero comunque che, qualora tu decidessi di provarci, tu riesca nel tuo intento!

      1. ciao, grazie per la risposta, io prendo molto a riferimento il vintage, la confezione era diversa e anche i capi di alta moda avevano una confezione che oggi si potrebbe quasi definire “casalinga” perché priva di finiture industriali e con tanti dettagli fatti a mano
        ho già fatto il confronto in effetti, mettendo a confronto un abito “industriale”, uno vintage di alta moda e uno mio, il mio risulta senz’altro più simile a quello vintage mentre forse deluderebbe chi è abituato a comprare nelle catene
        ora non lo so sinceramente, dipende dalla sensibilità del cliente, come avrai capito da appassionata di vintage e costume storico apprezzo la finitura “homemade” e manuale, ma girovagando nei vari blog di cucito ho visto che molte persone aspirano al capo che “sembra comprato”
        per imperfezioni ovviamente non intendo cuciture storte o altro, ma magari la costruzione del modello, la confezione però possono essere personalizzate (per esempio costruisco i modelli in 3d non uso metodi tradizionali né cartamodelli pronti), la finitura particolare..ecco, perché comunque non sono interessata alla confezione sartoriale tradizionale, questo no

        1. Le finiture fatte a mano, danno molto valore al capo! Che siano vintage o meno!
          non penso sia questione di aspirare alla creazione del capo che “sembra comprato” , ma di mettersi in gioco e offrire il meglio che puoi fare, forse quello sì!
          se ti va, mi farebbe davvero piacere quello che crei! mi fa sempre piacere condividere l’amore per il cucito!

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