Vestito nero – da giornalino Diana, Italia

Cosa non dovrebbe mai mancare nell’armadio di ogni donna? Le risposte possono essere infinite da “Milioni di scarpe” a “Borse da coordinare alle scarpe” ma facciamo che rimango sul basic: un vestito nero.

Chi mi conosce sa per certo che io e il nero abbiamo un pessimo rapporto: il mio armadio, soprattutto estivo è una tavolozza scomposta di colori, possibilmente belli accesi, che fanno dimenticare le grigie giornate invernali!
Ma bisogna che lo ammetta, il nero a volte ti salva la serata!

Ecco a voi quindi il mio vestito nero, creato da un modello del giornale Diana.
Questo giornalino è tipo Burda, scritto un pò in tedesco e un sacco in italiano, con istruzioni stringate all’essenziale per modelli oggettivamente più semplici di quelli di Burda ma con delle chicche all’interno che, secondo me, valgono comunque la spesa.

Questa è la seconda volta che faccio questo abito e voglio che questo vestito mi serva da monito: le riprese della schiena che tracci sul cartamodello per questa seconda versione, accidenti a te Nicoletta, NON FARLE TROPPO PROFONDE!


Il grandissimo errore che ho commesso è stato ridisegnare le riprese del dietro troppo profonde, a differenza della prima versione che erano un pò poco profonde per la mia schiena, ma che potevano andare bene come erano disegnate. Così facendo il tessuto nella schiena è tirato e fa sembrare il vestito uno scappato di casa. Prometto solennemente di non farlo più!
D’altro canto però, le riprese del seno le ho rimodellate bene e sono riuscite perfettamente!

Due versioni a confronto:

Nella versione originale, la prima, la lunghezza della gonna arriva a metà polpaccio e il vestito è cucito con un tessuto invernale, sempre una maglina un pò sostenuta ma comunque morbida. La versione estiva, la seconda, è una maglina nera tendente all’estivo ma secondo me adatta a qualsiasi stagione, a cui ho accorciato la gonna, aumentato di grandezza le riprese sia della schiena (!) che del seno e tolto qualche centimetro di tessuto dai fianchi!
Per infilare il vestito agevolmente, c’è una lampo posizionata sulla spalla sinistra che termina sul collo alto per permettere la tenuta del collo senza averci stirato il rinforzo sopra.

Vestiti a parte, diciamoci la verità: sto cercando di imparare a usare Photoshop, ma con scarsi risultati.
Le immagini che vedete mixate insieme in questo articolo e alcune anche nei prossimi sono state gentilmente riviste e messe in ordine dalla mia splendida collega Stefania, che sta cercando di trasmettermi un po’ della sua sapienza in fatto di fotoritocco (grazie mille stella mia!).

Questo blog come pure questa esperienza del cucito, mi stanno aprendo nuovi orizzonti e mi devo ricordare che sono la costanza e l’applicarsi che fanno il risultato, non “il tutto e subito”!
Quindi portate pazienza, mentre esploro nuovi mondi fra fotografia, foto ritocco, aghi e filo ! Ne varrà la pena!

Se hai voglia di vedere quello che mi sono cucita per me le scorse volte, lo trovi qui!

Fancy to see what I sewed for myself? You can find it here!

Nuovo cartamodello DNDC: Atena, la blusa raglan

Ciao, alla prossima! See ya!

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